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Candele e lumini votivi: il significato profondo

Le candele e i lumini votivi sono sempre presenti sulle tombe dei nostri cari. Ma qual è la ragione del loro utilizzo? 

Prima di esplorare le tradizioni italiane, facciamo un breve viaggio in Europa per scoprire usi e pratiche ad essi collegati. 

Le tradizioni europee 

Ciascuna nazione europea presenta un cammino unico, una storia e un insieme di memorie e leggende legate all’uso dei lumini.  

Francia – In Francia la tradizione vuole che i lumini votivi da utilizzare siano quelli benedetti il giorno della Candelora. La fiamma non deve mai essere spenta con le dita, altrimenti si rischia di bruciare le ali dell’anima del defunto. 

Romania – In Romania si utilizzano candele di cera d’api chiamate “toiag”, che fungono da sostegno e da arma per il defunto nel suo viaggio nell’aldilà. Queste candele vengono posizionate sulla tomba e bruciate per quaranta giorni e trasformano, secondo la credenza popolare, il defunto in luce. 

Germania – La candela votiva è accesa in commemorazione del defunto il giorno del suo trapasso, e solamente quando essa si consuma completamente il defunto giunge alla sua dimora finale trovando la pace eterna. 

Spagna – In Spagna, la consuetudine presenta notevoli somiglianze con quelle di Germania e Romania: anziché lumini votivi, si utilizzano ceri che svolgono il ruolo di accompagnatori nel viaggio del defunto. Qui, le candele devono rimanere accese per un intero anno, e i familiari sono incaricati di vegliare attentamente affinché non si spengano.

Le tradizioni italiane  

In Italia, è consuetudine ritrovare costantemente i lumini votivi presso le tombe, soprattutto a novembre, il mese dedicato alla commemorazione dei defunti. Frequentemente, l’atto di accendere i lumini votivi è accompagnato da una preghiera, un gesto affettuoso rivolto a coloro che non fanno più parte dell’esistenza terrena.

L’usanza di accendere una luce accanto ai sepolcri, secondo la fede cristiana, assume un significato peculiare: significa che il defunto ha vissuto nella luce della fede, e, come prescrive l’Eterno riposo, si supplica affinché su di lui risplenda la “luce perpetua”, ossia la luce divina.

Tra tradizione e modernità: l’evoluzione dei lumini votivi

Con l’introduzione dell’elettricità nei cimiteri, si è diffusa l’adozione di una fiammella perpetua, sicuramente più pratica e sicura. I tradizionali ceri, che tendono a sciogliersi rapidamente, possono occasionalmente causare danni alle lapidi o provocare la combustione dei fiori secchi.

Al fine di evitare tali inconvenienti e contemporaneamente ridurre l’impatto ambientale, è possibile considerare l’utilizzo di lumini elettrici. Anche se l’effetto visivo potrebbe risultare meno suggestivo, la loro funzione di illuminare il defunto viene comunque preservata. Vi ricordiamo ne che esistono svariate tipologie: a pile, LED, candele elettriche: tutte hanno una durata superiore rispetto ai tradizionali lumini votivi e non hanno bisogno di alcuna manutenzione. 

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