Onoranze funebri Bologna



Articolo tratto dal Resto del Carlino di Bologna, 14 maggio 1992

Trasportò la salma di Guglielmo Marconi e del cardinale Nasalli Rocca. Quel carro funebre è un'opera d'arte

Costruito negli anni 20 su disegno del Prof. Beltrami dell’ Accademia di Belle Arti che si basò su originali del Settecento è tutto intagliato a mano da abili artigiani del tempo ed è completamente ricoperto di foglia d’oro zecchino e rifinito in smalto rosso amaranto. I vetri diamantati sono in un’unica lastra e l’interno è tutto tappezzato in velluto rosso bordeaux ricamato con passamaneria in argento antico. Le misure sono imponenti: 3,70m di altezza, 5,57m di lunghezza, 2,12 di larghezza, due tonnellate e mezzo di peso. Per muoverlo occorrevano due pariglie di cavalli e un equipaggio formato da un cocchiere a cassetta, tre palafrenieri ai lati di ogni pariglia e due lacchè sul retro. E soprattutto non ha nulla da invidiare alle carrozze reali che ancora si usano là dove esistono le monarchie. Ma questo carro non è (anzi non era) destinato a momenti felici: la mancanza di sedili all’interno, l’accesso posteriore e soprattutto la croce che lo sovrasta indicano che ben altra era la sua funzione. E’ il carro funebre a cavalli che la ultracentenaria ditta di onoranze funebri Golfieri costruì nel suo stabilimento e con i proprio maestri d’intaglio. E’ tornato per un attimo sulle strade bolognesi non per svolgere quel mesto servizio per il quale fu costruito, ma per essere esposto alla terza esposizione di articoli funerari e cimiteriali di Modena. Il suo ultimo vero trasporto fu un Gran Maestro della Massoneria e per l’occasione venne smontata la croce per sostituirla con la stella d’oriente. E accolse anche la salma di Guglielmo Marconi (ma poi fu il Comune a compiere la traslazione al mausoleo di Pontecchio) e quella del cardinale Nasalli Rocca e persino le reliquie del capo di San Domenico.